Licata: walk with a local in dieci tappe

"A Licata il mare racconta la storia." - Angelo Augusto

Alla scoperta di Licata in dieci tappe con il giornalista Angelo Augusto, guida perfetta per conoscere una città non immediata.

Per raccontare un luogo non basta viverci. Ci vogliono gli occhi di chi ogni giorno lo guarda come la prima volta, ma anche lo sguardo più consapevole di chi l’ha osservato nel tempo, con il giusto spirito critico e quella saggia sensibilità innata, come il giornalista Angelo Augusto, la guida perfetta per scoprire Licata in dieci tappe.

1. Il porto di Licata

Fino agli anni Sessanta, il porto di Licata era il più importante dopo Catania e Palermo, in particolare per l’estrazione dello zolfo, che è stata una delle risorse minerarie più redditizie dell’isola. Oggi è uno dei pochi dove tutti i giorni fanno ritorno i pescatori con il pesce che ritrovate poi nei piatti tipici licatesi, in trattorie come Donna Rosa: mpalavittati, tipo sarde beccafico o pasta alla milanese, con sarde, pomodoro e mollica, chiamata così perché pare sia stata inventata da una licatese di ritorno a Milano.

2. La spiaggia di Instagram

Cala Paradiso è stata per anni un segreto. Un segreto custodito da pochi eletti che andavano in questa spiaggia nascosta, mentre tutti si affollavano tra Torre San Nicola, la Rocca e la Mollarella. Poi l’avvento dei social svela #calaparadiso, che improvvisamente compare ovunque in foto e hashtag su Instagram, diventando una delle mete preferite. Cala Paradiso avrà anche perso la sua intimità, ma di certo la sua bellezza è rimasta intatta e conoscerla continua a essere un privilegio. Seppur virale.

3. I luoghi dello sbarco americano

Nella notte tra il 9 e il 10 luglio del 1943 a Licata ci fu lo sbarco più importante della seconda guerra mondiale: l’operazione Husky con 160.000 soldati, 4000 aerei, 285 navi da guerra, due portaerei e 2.775 unità di trasporto. Angelo, appassionato di storia, vi porterà nei luoghi dove provare ad immaginare lo stupore che ebbero quei pochi soldati licatesi di fronte all’immensità dello sbarco alleato. Poi, qualche reduce più anziano continuerà il suo vivido racconto in un bar del paese…

4. Il caffè alla Drogheria

È il momento di fare una pausa con caffè alla Drogheria, locale serale e notturno, punto nevralgico di ritrovo della gioventù licatese, anche Torrefazione. Qui il caffè viene tostato direttamente in laboratorio, realizzato con chicchi selezionati dalle diverse specie botaniche, oggi disponibili nella loro miscela pregiata per un espresso licatese al 100%.

5. La Mollarella e il boa delle sabbie

A Muddrareddra è una famosa spiaggia di Licata, dove d’inverno giunge il letto del Salso, l’Imera, il fiume più lungo di tutta la regione. Ma c’è anche un altro aneddoto legato a questo luogo: pare che nei dintorni, circa dieci anni fa, un contadino abbia trovato il boa delle sabbie, l’àpita. Questo serpente si credeva talmente estinto, che il suo nome era entrato nell’uso comune come offesa: si un apita!, si dice. Il suo ritrovamento ha dato il via ad un serie di ricerche, che hanno confermato l’introduzione di questa specie in Sicilia durante le guerre puniche; ma attenzione, poiché sono ancora in corso studi sulla sua attuale presenza…

6. La granita con il pane all’American Bar

Tutti conoscono l’abbinamento della granita con la brioche, ma pochi sanno che in realtà la granita si accompagna tradizionalmente con la mafalda, il panino all’olio siciliano. È questo il bar dove provare la vera granita preparata con ingredienti freschi, ma anche dove incontrare il vecchio cantastorie di Licata, che inizierà a raccontarvi storie in musica, sempre che non sia già arrivato uno dei pochi pupari rimasti.

7. La Rocca e l’aglio selvatico

La Rocca è un vanto per i licatesi, perché in fondo sanno che è una delle spiagge più belle di tutta la costa. Ma non di sola bellezza si tratta, poiché questo è anche un luogo pieno di storia: la rocca a pochi metri dalla riva è stata per secoli il punto di attracco delle navi in viaggio nel Mediterraneo. Durante il tragitto a piedi, guardatevi intorno: tra una villa Liberty e l’altra, potrebbe essere il periodo di raccolta dell’aglio selvatico, molto diffuso e comune in questa macchia mediterranea.

8. Castel Sant’Angelo

Un tempo al posto del porto c’era anche Castel San Giacomo, poi distrutto per “esigenze edilizie”. Ma Castel Sant’Angelo, invece, resiste ed esiste ancora in splendida forma, sull'estrema propaggine orientale del monte omonimo, circondato da resti archeologici che ne fanno una delle zone più preziose della città. E poi, questo il luogo dove godere di una delle migliori vedute su Licata: sul suo porto, la città vecchia e il cimitero.

9. Il Cimitero di Licata

Il Cimitero di Licata vi resterà impresso. La sua immagine continuerà a tornarvi in mente nei giorni successivi, perché ha qualcosa di diverso dagli altri; sarà quel suo sguardo rivolto a sud, sul mare, dove più che sentire una fine, si sente un inizio.

10. La merenda di Marilia a San Calogero

Una meritata degustazione a casa di Angelo e di sua moglie Marilia Peritore, Presidente dell’Associazione Qanat, nel quartiere di San Calogero, la parte più antica del centro storico, dove fino agli anni Sessanta vivevano con le capre in case che eran grotte. La merenda prevede prodotti licatesi preparati da Marilia, come il muffulettu: un pane speciale che un tempo si preparava solo di giovedì, prima del Venerdì santo, mentre oggi si trova in quasi tutte le panetterie. Il muffulettu viene fatto con farina e l’aggiunta di spezie varie, quali finocchietto, cumino, anice o cannella; ogni famiglia ha la sua personale versione, pronta a giurare che sia la sola originale. Ma l’unica verità su questo pane è l’influenza araba che si porta addosso, ennesima testimonianza di un popolo che ha lasciato tracce ovunque.

Ideale

Per chi vuole conoscere una Sicilia più nascosta, al di là delle località più note e visitate.

Bisogno

Tempo e macchina fotografica.

Incontrerai

Angelo Augusto e la sua famiglia; le associazioni Niente Cambia Niente e Qanat; Giuseppe della Drogheria; un cantastorie e uno dei pochi pupari rimasti; street artists; il boa delle sabbie e altri.

Dove

Durata

4h

Quando

  • Lunedì: 10:00 - 16:00 (invernale) 10:00 - 20:00 (estivo)
  • Martedì: 10:00 - 16:00 (invernale) 10:00 - 20:00 (estivo)
  • Mercoledì: 10:00 - 16:00 (invernale) 10:00 - 20:00 (estivo)
  • Giovedì: 10:00 - 16:00 (invernale) 10:00 - 20:00 (estivo)
  • Venerdì: 10:00 - 16:00 (invernale) 10:00 - 20:00 (estivo)
  • Sabato: 10:00 - 16:00 (invernale) 10:00 - 20:00 (estivo)
  • Domenica: 10:00 - 16:00 (invernale) 10:00 - 20:00 (estivo)

Incluso

Passeggiata guidata, spuntino

Non incluso

Trasporto