La Capra Girgentana

Alla scoperta della Capra Girgentana con visita all’azienda di colui che la salvò dall’estinzione: mungitura a mano, lavorazione del latte in caseificio e degustazione dei caprini di girgentana, compresi quelli “magici” e segreti senza caglio.

Quando Giacomo Gatì è tornato dalla Germania si è trovato una brutta sorpresa: tutte quelle bellissime capre che prima ogni famiglia aveva, dalle corna lunghe e spiralate, non c’erano più.

Così, non senza difficoltà, decide di andare alla ricerca di questa razza per salvarla dall’estinzione, fino al 2001, quando seppur a caro prezzo, ne trova finalmente un esemplare ad Alcamo. È questo l’inizio della sua prima scommessa: sarebbe andato a vivere in campagna in una casa costruita da lui secondo i principi della bioarchitettura e avrebbe allevato la Capra Girgentana. E così fu.

Ma che cos’ha di tanto speciale questa capra? La Girgentana, che deriva da Girgenti, nome prefascista di Agrigento, è sempre stata diversa dalle altre specie mediterranee: più vivace, amante del contatto con l’uomo, molto intelligente, forse per quelle sue corna stupende, che le danno un portamento elegante e regale, rendendola aggraziata come una dama di altri tempi. E poi il suo latte, così delicato e digeribile, simile a quello materno, bevuto per secoli dalle famiglie di Girgenti; eppure mai nessuno prima di Giacomo aveva pensato di ricavarci dei formaggi. È questa la sua seconda scommessa: iniziare a produrre caprini di girgentana, in modo che gli allevatori, nel frattempo divenuti cinque, potessero anche a trarre un reddito da questa capra ed essere quindi più motivati a custodirla nel tempo. L’intuizione funziona: caprini all’arancia e al pistacchio, all’aglio e al caffè, al limone e al Nero d’Avola, con caglio vegetale e persino senza caglio! Insomma, l’intelligenza sensibile e creativa di Giacomo si contagia nelle sue creazioni casearie, in formaggi unici, sempre ricercati e mai banali.

Ma arriva un momento in cui Giacomo la vita se la sente troppo addosso: è il momento della sua terza scommessa. Inizia così la trasmissione del suo saper fare a due ragazzi, che attraverso la pratica di piccoli gesti, giorno dopo giorno, hanno appreso e incorporato un mestiere; un mestiere che ha dato loro anche la possibilità di restare sul territorio.

Oggi le 150 capre dell’Azienda Montalbo sono di Davide, Angelo, Carmelo e Paolo, quattro giovani profondamente motivati, che questo lavoro l’hanno scelto, ma prima di tutto hanno scelto di impararlo con umiltà da chi lo sapeva e lo amava fare. Tutto continua a svolgersi ancora sotto la sua supervisione, ma solo perché è più difficile allontanarsi da ciò che ci appartiene nell’anima. Ed è grazie a tutti loro che avrete anche voi la vostra esperienza con la Girgentana: toccare le sue corna attorcigliate a spirale, mungere il suo latte prezioso e gustare quello scrigno di sapori che sono i suoi formaggi.

Dove

Durata

2h

Lingue

  • italiano
  • inglese

Quando

    Lunedì: 10:00 - 18:00

    Martedì: 10:00 - 18:00

    Mercoledì: 10:00 - 18:00

    Giovedì:

    Venerdì: 10:00 - 18:00

    Sabato: 10:00 - 18:00

    Domenica:

Incluso

visita all'azienda, degustazione di formaggi

Non incluso

trasporti

Citazione

“Ho fatto per anni il metalmeccanico in Germania, poi ho deciso di tornare a Campobello e allevare girgentane perché mi ricordavano la mia infanzia” - Giacomo Gatì

Ideale

Cheese lovers and cheese addicted; amanti degli animali, della campagna e delle belle storie.

Bisogno

Abbigliamento e scarpe comode per la visita all’azienda agricola e l’attività nel caseificio; sensibilità per osservare e capire la grandezza della missione di Giacomo Gatì.

Incontrerai

Giacomo Gatì, una persona speciale con una storia tutta da raccontare; i giovani proprietari dell’azienda Davide, Angelo, Carmelo e Paolo; famiglie e coppie in giro per la provincia di Agrigento e per la Valle del Salso; appassionati di formaggi.