Alla scoperta della ricotta di basilisco e di altri formaggi (Estivo)

Una giornata fuori dal tempo, eppure così vivida e presente, a fare il formaggio con il pastore Giacinto a Castelbuono in uno dei punti più belli delle Madonie, dove si può cogliere tutta la biodiversità di questo territorio.

“Ho sempre fatto questo lavoro con passione, da quando ho 15 anni, per portare avanti la tradizione della mia famiglia. Faccio il formaggio esattamente come si faceva nel 1700” - Giacinto

Il legame che unisce la famiglia di Giacinto alla pastorizia sembra non avere origine, provenire da un tempo così lontano da essere indefinibile, eppure perennemente presente. Giacinto porta avanti il mestiere di pastore e casaro esattamente come secoli fa, con le tecniche che gli sono state tramandate da generazioni. Pensare che alcuni dei suoi attuali 170 ettari sono il risultato di antichi accordi, di qualche suo antenato che scambiò forme di formaggio per terreni.

Sugli stessi, pascolano ancora oggi libere 100 vacche e 250 capre, munte ogni mattina all’alba rigorosamente solo a mano, per la produzione di canestrati, caciocavalli e ricotte, di cui una molto rara, quasi segreta, che nelle sue note aromatiche racconta l’intero mondo della biodiversità madonita: è la ricotta di basilisco.

Il basilisco non è solo una creatura mitologica in grado di dare la morte con lo sguardo; il basilisco è anche una pianta simile al finocchietto selvatico, che cresce a 1500 metri di altezza, da marzo in poi, solo tra le rocce e i territori impervi delle Madonie, in Sicilia e in qualche zona della Sardegna. Di questa pianta si utilizza sia il fungo che le foglie: nel primo caso si tratta di un prodotto molto prelibato, chiamato il tartufo bianco nelle Madonie, da provare anche crudo; nel secondo caso, invece, viene usato come foraggio per gli animali portati al pascolo, durante l’unico mese di fioritura tra maggio e giugno. Il basilisco dà al latte aromi unici e profumi indescrivibili, tanto che la ricotta di basilisco viene prenotata (e pagata) con mesi e mesi di anticipo. Perché in questo prodotto sono racchiusi i sapori più autentici delle Madonie.

A seconda della stagione in cui approderete da Giacinto, la varietà vegetale di cui si cibano i suoi animali crea un gusto differente nei prelibati formaggi, che potreste avere la fortuna di assaggiare. Ma la visita al nostro pastore è d’obbligo anche per un altro motivo, al di là del gusto: questo luogo, che si raggiunge solo a piedi, si trova sotto le rocce di Pizzo Canna, tra gli alberi secolari delle Madonie, in uno dei punti dove meglio si può cogliere la biodiversità di questo territorio, qui più madonita che mai.  

La visita farà parte di una escursione di un'intera giornata attorno le Madonie, visto che il pastore in questi mesi fa la transumanza e si sposta sulle montagne a causa del caldo estivo. In questo caso, il tour include delle soste in piccoli e pittoreschi villaggi sulle montagne, e delle pause in luoghi panoramici. 

 

Ideale per: Amanti della campagna, della montagna e della biodiversità; famiglia alla ricerca di un turismo consapevole; coppie in vacanza nelle Madonie.

Di cosa hai bisogno: Abbigliamento comodo, scarpe da ginnastica e stivali di gomma da campagna.

Chi incontrerai: Giacinto e i suoi aiutanti; Laetitia Bourget, guida francese trapiantata in Sicilia, innamorata delle Madonie; 250 vacche e 100 capre.

Durata

8h circa

Lingue

  • italiano
  • inglese
  • francese

Quando

    Lunedì: 8:30 - 16:00

    Martedì: 8:30 - 16:00

    Mercoledì: 8:30 - 16:00

    Giovedì: 8:30 - 16:00

    Venerdì: 8:30 - 16:00

    Sabato: 8:30 - 16:00

    Domenica: 8:30 - 16:00

Incluso

Guida ambientale, escursione nelle Madonie

Non incluso

Transfers organizzabili a parte (160 euro a tratta per un veicolo da 4 posti da Palermo).