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Palermo

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La Città

 

 

Non ti sarà difficile trovare classici itinerari e descrizioni di Palermo sulle guide turistiche cartacee e su decine di siti web. Quindi non insistiamo su questo.

Invece abbiamo chiesto a persone che amano/conoscono/vivono Palermo di suggerirci le loro personali classifiche su 5 luoghi, cose, persone da non perdere in città...

Ognuno in fondo ha la sua Top Five (six, seven...) in Palermo

(se anche tu ne hai una, inviacela)...

 

Top Five in Palermo di Nuccia Donato

Per avere un’idea di cosa sia e sia stata questa città, bisogna essere pronti a conciliare mentalmente gli opposti inconciliabili. Con il semplice valore di esempi, tra quotidianità e simboli monumentali:

1 – Statua della Libertà

Familiarmente chiamata dai palermitani “la statua” e ricommemorata nel 1931 ai caduti della Grande Guerra, è in realtà uno dei pochissimi monumenti italiani eretti (1909-1911) per celebrare l’Unità d’Italia e la libertà del popolo siciliano: il gruppo scultoreo centrale raffigura il ricongiungimento della Sicilia all’Italia; nel bassorilievo di fondo sono rappresentate le lotte e le gesta popolari per il raggiungimento dell’anelato obiettivo; la stele è sormontata dalla Vittoria alata.

Palermo è stata tra le più convinte e forti sostenitrici dell’unità nazionale, come oggi lo è di quella europea.

2 – via Porta di Castro/piazza Ballarò

All’imbocco del suq Balhara, in prossimità della trecentesca torre civica annessa alla chiesa di S. Nicolò all’Albergheria, nel cuore più antico della città, uno slargo ospita un paio di osterie. Una multietnica comunità, rigorosamente maschile, trova qui ristoro la sera o nelle ore più calde della giornata, bevendo vino e arrostendo all’aperto carne, salsiccia e frattaglie varie.

L’umanità ha mille maschere, tutte raffigurazioni di storie a volte terrifiche e “sublimi”.

3 – Villa Giulia/Orto Botanico

Il pensiero illuminista che animava la città alla fine del XVIII secolo, si concretizzò nella realizzazione della Villa Giulia (1777-78), giardino pubblico, a scopo ricreativo sociale, e nell’impianto dell’Orto Botanico (1789), istituito dalla Cattedra di Botanica della Reale Accademia, quale luogo supremo per l’indagine dei segreti della natura, la sperimentazione botanica e il godimento dello spirito.

Il complesso dei due giardini concretizza il mito del “giardino delle Esperidi” della Conca d’oro, in cui si produce il pomo aureo, frutto della sapienza, e su cui si erge il Genio di Palermo, bagnato da acque perenni.

4 – Bottega Lampone

In via del Bosco, il cinquecentesco portale di palazzo Santa Flavia è chiuso da un moderno portone in ferro azionato da un meccanismo a ghigliottina. Questo immette nella singolare bottega di un rigattiere-inventore, al quale è possibile rivolgersi per trovare pezzi mancanti di lampadari antichi, candelabri, lumi ad olio, stemmi, armature e molto altro. Ma non è detto che il pezzo cercato vi venga venduto. Lui vende soltanto a chi entra in “sintonia” con la sua bottega e intuisce che non si ha di fronte un semplice commerciante ma un “genio” inventore. Perchè lui rielabora, modifica, adatta, converte, fa rinascere a nuova vita ciò che era già stato dato per estinto.

5 – Palazzo dei Normanni

Il palazzo reale è il simbolo supremo del potere politico, che afferma Palermo quale capitale dell’isola. Temuto e odiato è, al contempo, orgoglio per la città, oltre che per la sua straordinarietà architettonica e la ricchezza dei suoi manufatti musivi (cappella palatina, sala di Ruggero), perchè sede del Parlamento siciliano, la cui prima convocazione si ebbe per volontà del re normanno Ruggero II d’Altavilla nel 1130. Organo legislativo tra i più antichi al mondo, testimonia di un’epoca in cui la Sicilia dominava il Mediterraneo e la corte di Palermo riuniva comunità cosmopolite di studiosi, artisti, letterati e condottieri.

 

Top Five in Palermo di Alli Traina

Carceri dell’Inquisizione

A palazzo Steri in Piazza Marina. Migliaia di scritte, disegni, poesie ricoprono le pareti delle carceri filippine, al primo piano di palazzo Steri, e delle carceri dei penitenziati (o della penitenza) nella palazzina adiacente e raccontano la storia più misteriosa e affascinante della città, quando in Sicilia esisteva la Santa inquisizione, le cui carceri furono ospitate allo Steri dal 1600 al 1782.

Piazza Beati Paoli

Dietro la chiesa di Santa Maruzza dei Canceddi è nascosto il principale punto d’accesso al covo sotterraneo dei Beati Paoli. Non è segnalato da nessuna targa o cartello, ma se si percorre lo stretto vicolo degli Orfani si nota subito un piccolo foro murato. Da lì iniziava un percorso che si estendeva per tutto il sottosuolo palermitano, fino a Monreale e anche oltre.

Cripta delle Repentite

Via Divisi n. 82. L’unica traccia che rimane del convento delle Repentite, dove venivano ospitate le prostitute che si erano pentite della loro vita dissoluta (ree pentite appunto) e che abbracciavano la vita monacale. Qualche anno fa è stata casualmente scoperta quella cripta con le loro sepolture.

Galleria d’arte La Guilla

Via Sant’Agata alla Guilla. Il proprietario è Claudio Pezzillo un “palermitano del capo” con un enorme amore per l’arte. Ha aperto questo spazio dove anticamente sorgeva una stalla e dà la possibilità ai suoi amici artisti di esporre le loro opere. Più di ogni altra cosa conviene andare per scoprire l’aspetto più genuino della gente del Capo e Claudio vi racconterà tanti aneddoti divertenti, interessanti e affascinanti.

Teatrino Ditirammu

Via Torremuzza n.6, a palazzo Petrulla. Un piccolo teatrino con soli 52 posti a sedere. Un gioiello di arte e folclore incastonato in una dei quartieri più affascinanti di Palermo: la Kalsa.

 alli traina

 

Top(shopping)Five + 2 in Palermo di Anna Maria Caronia

Sabato a pranzo al Ferro di Cavallo

vecchia trattoria in via Venezia (accanto il teatro Biondo) il mio piatto preferito sono… le polpettine di sarde!

Gelato da Ilardo

di pomeriggio cono gelato cioccolato e fragola da Ilardo in via Foro Umberto I… da gustare seduti su una delle panchine rivolte al mare

Usato vintage

vestiti, oggetti e accessori in via Ugdulena, 22 (traversa via Libertà, pressi Statua) un piccolo bazar in un appartamento d’epoca a piano terra dove si trova davvero di tutto – dalla sardina all’aereo (come ho letto una volta su un’insegna)

Pane casereccio

il pane casereccio (vari formati) del forno di via Ugdulena, 1 – delizioso anche da solo!

Cercare occasioni

cercare delle occasioni o il vestito dei sogni da Torregrossa in via G. Daita, 9 (nei pressi del Politeama) piccolo outlet di vestiti ed accessori (Marras, Watanabe, Comme des Garçons, Marni, Marc Jacobs, Prada, Lanvin ecc. ecc.)  e, una volta trovato, non sempre comprarlo;

Vuedù

Vuedù, via Sperlinga, 32 (nei pressi del Teatro Massimo) anche solo per un’occhiata a oggetti vintage e design, vestiti, monili e un paio di volte al mese piccoli vernissage;

Caffè (e cornetti)

I caffè della caffetteria Spinnato in via Libertà, 10 (ang.via S. Cuccia) in estate il caffè freddo!!!! Ottimi anche i cornetti!

 

Top Five in Palermo di Andrea Garcia Dante

Serpotta

Gli stucchi di Giacomo Serpotta all'Oratorio del Rosario in Santa Cita, inaugurato nel 1686 dalla ricca Compagnia del SS Rosario.

Piazza Marina e la chiesa della Catena

Il quartiere intorno a Piazza Marina e a villa Garibaldi. Imperdibile l'angolo in cui è sita la Chiesa della Catena e, alle spalle, il porto della Cala.

Spaghetti cozze e vongole

Io amo la pasta cozze e vongole. Tra le mie preferite, quella del ristorante da Calogero a Mondello, il quartiere balneare di Palermo.

Venerdì sera ai Candelai

Da non mancare una visita al club I candelai, ospitato nei locali di un ex-bordello. Se riuscite a fendere le folle della omonima via, il venerdì dalle 23 si balla. Tipica immersione nella notte palermitana

Addaura

La costa vista dall'Addaura e i suoi scogli che discendono al mare. I fondali sono di color turchese.


Il Clima

Film e romanzi rappresentano spesso la Sicilia come una terra arida e molto calda. Un pezzo di Africa nel Mediterraneo. Questa immagine è vera solo in parte e solo per alcune zone durante i mesi estivi.

In realtà le cose sono un po' più complesse. Gli esperti definiscono il nostro clima "mediterraneo sub-tropicale con semi aridità estiva".
Per i profani ciò vuol dire che la Sicilia gode di condizioni climatiche tra le più gradevoli in Europa.

Gli inverni sono brevi e le temperature relativamente calde per un lungo periodo dell'anno. Si può andare al mare da maggio a novembre.
Lo scorso anno, però, chi vi scrive ha fatto l'ultimo bagno della stagione il 27 dicembre...
Portare l'ombrello? sì, in alcuni giorni, tra novembre e marzo, potrebbe servirvi.

Se poi cercate anche il freddo intenso e la neve, dovrete faticare un po'. Ma potrete trovarli tra gennaio e febbraio in alcune zone dell'entroterra, sull'Etna, sulle catene montuose dei Nebrodi e delle Madonie. Qui le temperature scendono anche sotto zero e in certi posti potrete praticare
persino sport invernali come lo sci. Nel resto dell'isola, invece, possiamo affermare che il freddo, quello vero, di fatto non esiste ma non sorprendetevi se vedrete la gente per strada indossare abbigliamento tipicamente alpino quando la temperatura si avvicina ai 15 gradi!

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Come Arrivare

Raggiungere la Sicilia è sempre stato abbastanza complicato e costoso.
Tuttavia negli ultimi anni la situazione è molto migliorata grazie anche all'attenzione che varie compagnie aeree low-cost hanno dedicato all'isola.
Oggi potete viaggiare da e per la Sicilia in diverse maniere. Potete scegliere tra le seguenti opzioni:

> in aereo
> in treno
> in nave o traghetto
> in auto
> in pullman


in Aereo

Informazioni utili

Aeroporto Internazionale Falcone-Borsellino - Punta Raisi (Palermo) http://www.aeroporto.palermo.it

info - Società Gesap: tel 800.541880, 091.7020409 Fax 091.7020394 http://www.gesap.it Aeroporto Internazionale Filippo Eredia - Fontanarossa (Catania) http://www.aeroporto.catania.it

info - Società Sac: tel 095.7306266-7306277-7306288
http://www.aeroporto.catania.itAeroporto Vincenzo Florio – Birgi (Trapani)

Società Airgest: tel 0923.842502 Fax 0923.842367 inserire sito

Aeroporto Militare di Lampedusa (aperto ai voli civili in estate)
Info: tel 0922.970006

Aeroporto di Pantelleria (aperto durante il periodo estivo)
Info - Società G.A.P: tel 0923.911398- 911817 Fax. 0923.913295

 

Collegamenti aerei Palermo

Belgio Bruxelles: Thomas Cook, Jetaifly, Brussels Airlines Liège: Thomas Cook

Estonia Tallin: Windjet

Francia Lione: Windjet, XL Airways France Marsiglia: Windjet, Ryanair Nantes: Windjet Parigi Charles de Gaulle, Windjet, Meridiana, XL Airways France Parigi Orly: Easyjet Toulouse: Windjet

Germania Colonia/Bonn: Thomas Cook, Airberlin Monaco: Airberlin Stoccarda: Airberlin

 

Italia Bologna: Meridiana, Ryanair Cagliari: Meridiana Firenze: Meridiana Forli: Windjet Genova: Air Italy, Alitalia Milano Linate: Meridiana, Windjet, Alitalia Milano Malpensa: Easyjet, Windjet, Alitalia Milano Orio al Serio: Ryanair Napoli: Alitalia, Air Italy Olbia: Windjet Parma: Windjet Pisa: Windjet, Ryanair Roma: Windjet, Easyjet, Blu Express, Alitalia Torino: Windjet, Alitalia Trapani: Meridiana Venezia: Meridiana, Windjet Treviso: Ryanair Verona: Windjet, Ryanair, Meridiana, Air Italy

Lettonia Riga: Windjet

Norvegia Oslo Rygge: Ryanair

Paesi Bassi Amsterdam: Thomas Cook

Regno Unito Londra Gatwick: Easyjet

Russia San Pietroburgo: Windjet

Spagna Barcellona: Vueling, Windjet Madrid: Meridiana Siviglia: Ryanair

Svezia Stoccolma Arlanda: Norwegian

Svizzera Zurigo: Helvetic, Airberlin

Collegamenti aerei Trapani

Belgio Bruxelles Charleroi: Ryanair

Danimarca Billund: Ryanair

Francia Parigi Beauvais: Ryanair

Germania Brema: Ryanair Francoforte Hann: Ryanair Karlsruhe Baden: Ryanair

Memmingen: Ryanair Dusseldorf: Ryanair


Irlanda

Dublino: Ryanair

 

Italia Ancona: Ryanair Bari: Ryanair Bologna: Ryanair Cagliari: Ryanair Genova: Ryanair Milano Orio al Serio: Ryanair Palermo: Meridiana Pantelleria: Meridiana Perugia: Ryanair Pisa: Ryanair Roma Ciampino: Ryanair Torino: Ryanair Treviso: Ryanair Trieste: Ryanair

Malta Malta: Ryanair

Norvegia Oslo Torp: Ryanair

Paesi Bassi Eindhoven: Ryanair Maastricht-Aquisgrana: Ryanair

Polonia Cracovia: Ryanair

Regno Unito Liverpool: Ryanair Londra Luton: Ryanair Londra Stansted: Ryanair

Slovacchia Bratislava: Ryanair

Spagna Girona: Ryanair Madrid: Ryanair Valenzia: Ryanair

Svezia Gothenburg Save: Ryanair Stoccolma Skavsta: Ryanair

 

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In treno


Durante un viaggio in treno ci si guarda attorno e questo è ovviamente il modo migliore per conoscere un paese. Raggiungere la Sicilia in treno (e in traghetto da Reggio Calabria a Messina) può essere quindi un'esperienza interessante se non vi scoraggia l'estrema lentezza dei collegamenti ferroviari italiani: ad esempio, da Milano a Palermo il viaggio dura fra le 17 e 21 ore mentre da Roma fra le 10 e 12 ore, ritardi a parte.
Per informazioni su orari, destinazioni e tariffe potete consultare: http://www.trenitalia.it

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In nave o traghetto


Se vi piace il mare, avete tempo a disposizione o viaggiate in auto o camper le seguenti compagnie offrono collegamenti con la Sicilia:

Tirrenia: http://www.tirrenia.it
Da Cagliari a Palermo e Trapani, e da Napoli a Palermo

Siremar: http://www.siremar.it
Da Napoli a Milazzo e Isole Eolie (Messina).


Grandi Navi Veloci: http://www.gnv.it
Da Genova e Civitavecchia a Palermo

Ustica Lines: http://www.usticalines.it
Da Napoli a Milazzo e tutte le isole minori

Snav: http://www.snav.it
Da Civitavecchia e Napoli a Palermo.

Grimaldi: http://www.grimaldi-ferries.com
Da Salerno a Palermo

 

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In auto

Se siete amanti della guida potete arrivare al porto di Palermo comodamente attraverso dei collegamenti delle navi sopra citate. Altrimenti dovrete attraversare l'Italia in tutta la sua lunghezza fino a Reggio Calabria (ricordate però che la Salerno - Reggio Calabria non è un'autostrada, è un incubo) dove traghetterete in circa mezzora (che diventano anche due ore in caso di code). E poi?...siete già in Sicilia! A quel punto, attenti al traffico. Il comportamento degli automobilisti siciliani non è esattamente scandinavo...
La situazione delle strade è abbastanza variabile. Ci sono sia collegamenti efficienti sia assi viari in pessime condizioni. Oltre ad una molteplicità di strade statali, provinciali e comunali, l'isola dispone di quattro assi autostradali
A18 Messina-Catania
Lungo 90 km circa si snoda la autostrada più trafficata dell'isola che collega le zone turistiche e industriali del polo catanese con le zone dell'agricoltura avanzata di Ragusa e Siracusa. Si paga il pedaggio.A19 Palermo-Catania
Unisce le due città principali della Sicilia con un tratto di 200 km circa. E una autostrada meno trafficata dalla precedente, per cui si potrebbe dire anche più scorrevole e sicura se non fosse per gli eterni cantieri lungo il suo tracciato. Il mare non si vede mai ma in compenso in primavera, autunno e inverno si attraversano distese e colline verdissime.A20 Palermo-Messina
Un percorso di 215 km circa, pieno di gallerie e percorso da mezzi pesanti. Per terminarla ci hanno messo tantissimo tempo e ancora ci sono un sacco di lavori.
In compenso avrete una panoramica del Tirreno, a volte mozzafiato. Si paga pedaggio e lo stato generale della strada è molto buono.A29 Palermo-Trapani-Mazara del Vallo
E' un'autostrada molto veloce con un percorso di 115 km che collega Palermo e Trapani in appena un'ora. Al km 30 c'è l'Aeroporto Internazionale Falcone-Borsellino.

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In pullman


Questi mezzi sono moderni e ben equipaggiati. Ma vale quanto abbiamo detto a proposito dei treni. Il viaggio fra Milano e Catania ha una durata di circa 21 ore.

Sais Trasporti
Collega ogni giorno diverse località della Sicilia con Roma.
Informazioni: tel. 095/536201.
Il sito web è solo in italiano http://www.saistrasporti.it

Autolinee Segesta
Collega la Sicilia con la Puglia, Roma, Milano, Bologna, Urbino e Mestre, nell'ambito nazionale e pure con l'estero (Belgio, Francia, Svizzera e Germania).
Informazioni: tel. 091304106.
Il sito web è solo in italiano http://www.segesta.it

Collegamento in Bus dall'Aeroporto di Palermo al centro città: Prestia e Comandè

Partenze da Palermo

Dalle ore 04.00 alle 23.00

Dalle ore 05,00 in poi corse ogni mezz'ora

Partenze dall’Aeroporto Falcone Borsellino

Dalle ore 05.00 alle 24.00

Dalle ore 06,30 in poi corse ogni mezz’ora

Ticket (corsa singola) € 5,80

Fermate dopo la partenza dalla Stazione Centrale

1. Piazza Giulio Cesare (Staz. Centrale)

2. Via E. Amari n. 5 (Porto) dopo circa 5 minuti

3. P.zza Ruggero Settimo n. 19 dopo 15 minuti

4.Via Libertà n. 45 (P.zza Croci) dopo 15 minuti

5. Via Libertà n. 95 (dopo P.zza A. Gentili) dopo circa 20 minuti

6. Via Libertà n. 171 (ang. Via Rutelli) dopo circa 20 minuti

7. Via Libertà n. 203 (ang. Viale Lazio) dopo circa 20 minuti

8. Via Croce Rossa n. 125 dopo circa 25 minuti

9. Via Ausonia n. 71 dopo circa 25 minuti

10. Via Belgio n. 25 (ultima fermata AMAT) dopo circa 30 minuti

11. Aeroporto arrivo previsto 50 minuti dopo

Fermate dopo la partenza dall’ Aeroporto

1. Aeroporto

2. Via Belgio n. 2 dopo circa 20 minuti

3. Via Croce Rossa n. 56 dopo circa 25 minuti

4. Via Libertà n. 106 (ang. Viale Lazio) dopo circa 30 minuti

5. Via Libertà n. 80 (ang. Via D’Annunzio) dopo circa 30 minuti

6. Via Libertà (di fronte al civico n. 89) dopo circa 30 minuti

7. Via Libertà n. 42 (P.zza Croci) dopo circa 30 minuti

8. Via E. Amari n. 170 dopo circa 35 minuti

9. Via E. Amari n. 8 (Porto) dopo circa 40 minuti

10. Piazza Giulio Cesare (Staz. Centrale) arrivo previsto 50 minuti dopo


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Culture

> Il Siciliano e la sua cultura
> Società
> Teatro
> Musica
> Gastronomia

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Il Siciliano e la sua Cultura...?

Sulla Sicilia e i suoi abitanti troverete una produzione letteraria, saggistica e cinematografica molto ricca ma spesso superficiale e poco attenta alle sfumature.
E a volte sono i siciliani stessi che - convinti di essere (nel bene e nel male) unici al mondo - contribuiscono ad alimentare stereotipi e luoghi comuni sulla 'sicilianità'.

Sono molte le rappresentazioni della cultura siciliana che appiattiscono in un'unica immagine secoli di civilizzazioni molto diverse tra loro, una geografia variegata e alcuni milioni di abitanti.
Restano impressi nella memoria solo il calore umano e l'ospitalità, la gelosia e i dolci alla ricotta, i delitti passionali e la mafia, il mare e il sole accecante, le rovine e il fatalismo.

Noi preferiamo pensare ad una Sicilia plurale, ricca di stratificazioni e differenze, di elementi tradizionali e di innovazione, di movimenti e contraddizioni. Una Sicilia difficile da ridurre ad un'unica dimensione.

Questa sezione è dedicata alle informazioni, alle esperienze ed agli approfondimenti sull'isola e le sue multiformi espressioni culturali.

Qui comincia il tuo viaggio attraverso il cinema e la letteratura, la musica e i movimenti sociali, la gastronomia e l'arte...

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Società

Scosse e movimenti attraversano periodicamente la società siciliana nel suo tentativo di liberarsi dalla morsa della mafia,un'organizzazione criminale che condiziona da decenni lo sviluppo dell'isola e le aspirazioni al cambiamento di gran parte dei suoi abitanti...

> The Mafia and the antimafia fight: an analisys beyond the stereotypes

La mafia è un fenomeno complesso e multiforme. Per cominciare a capirci di più, ti proponiamo un approfondimento con una visita al Centro Siciliano di Documentazione Giuseppe Impastato fondato da Umberto Santino, il primo centro studi sulla mafia sorto in Italia: http://www.centroimpastato.it

Consumo critico contro la Mafia

Il controllo mafioso sul territorio assume varie forme. Una di queste è il pizzo, una specie di 'tassa', che la Mafia impone a commercianti e imprenditori in cambio di 'protezione' (da se stessa).
Il messaggio dei mafiosi è semplice: “Se paghi sei al sicuro. Se non paghi, potrebbe accadere qualcosa di grave a te ed alla tua azienda...”.
Molti ubbidiscono, altri pagano con la vita il loro rifiuto di sottomettersi al racket.
Durante l'estate del 2004 sono comparsi nel centro di Palermo centinaia di misteriosi adesivi sui quali era scritto: UN INTERO POPOLO CHE PAGA IL PIZZO È UN POPOLO SENZA DIGNITÀ.
Era l'atto di nascita del Comitato Addiopizzo: http://www.addiopizzo.org

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Teatro

Teatri Alchemici

http://www.teatrialchemici.it/

 

EMMA DANTE

emma dante

Se vi hanno parlato della Sicilia, vi hanno raccontato che
manca l’acqua, che la famiglia è la cosa più importante, che le donne sono vittime dei padri, dei fratelli e dei mariti e che la mafia non esiste pur essendo ovunque. Vi hanno raccontato la verità, ma non vi hanno raccontato il vero come lo fa lei, Emma Dante, una teatrante che dal laboratorio di un ex-carcere di Palermo, ha ridato vita al teatro italiano.
Emma Dante fa teatro partendo dalla sua città, Palermo, e dai luoghi comuni che l’assediano, per liberare il dramma dal suo congenito folklore. L’immobilità della Sicilia, e di Palermo soprattutto, è il centro dell’azione di M’Palermu, lo spettacolo, e anche dichiarazione d poetica, che le ha procurato la fama nazionale e attorno al quale si è costituita la compagnia SudCostaOccidentale. Hanno fatto seguito la violenza di Carnezzeria, la morte ancora viva di Vita Mia e la rivoluzione mafiosa di Cani di Bancata, che l’hanno portata in giro per l’Europa e per il mondo a diffondere l’idea che raccontare il vero veramente Ë svelare il trucco della finzione.
L’idea di Emma Dante è che il teatro è un gioco, un travestimento, un tempo per mettere a fuoco la realtà. Il teatro è soprattutto corpi che si muovono sulla scena, assecondando la necessità del gesto. “Il tuo sbaglio vale più di qualunque giustizia”, ripete la regista ai suoi attori, per insegnare loro che spesso il corpo sa per istinto quello che la mente vuole. I suoi comandamenti sul palco sono massime di saggezza per la vita: “Ascolto è rinunciare alla propria necessità per associarsi alla necessità dell’altro”, “Fai la cosa giusta al momento sbagliato o la cosa sbagliata al momento giusto. Sii creativo.”
Avere la possibilità di vedere uno degli spettacoli di Emma Dante è consigliato a chi vuole entrare nelle interiora della Sicilia e a chi, di conseguenza, ha lo stomaco forte per il viaggio!

 

documenti:

> Lars Riing - Uppskruvat som i en Fellinifilm - Svenska DagBladet 2004 

 

Link

> www.emmadante.it
> www.sudcostaoccidentale.com
> www.teatrocrt.it

Letture consigliate: PALERMO DENTRO. Il teatro di Emma Dante di Andrea Porcheddu ed. ZONA 2005

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Musica

Suoni dal profondo sud

Un luogo si manifesta sempre come molteplicità. I suoni e i rumori rappresentano da sempre uno dei tanti modi di
comunicare di una città, un modo come un altro che la città utilizza per raccontarsi.

Il suono è sempre stato parte integrante della nostra terra; la musica non è solo rappresentazione di stati
d'animo e di vite, ma diventa uno strumento di narrazione delle storie della Sicilia e dei suoi abitanti. C'è sempre
stato un rapporto molto stretto tra la cultura siciliana e la musica. I suoni, i rumori e le melodie del passato si
trasformano e si mescolano con le nuove sonorità della musica contemporanea. Suoni che provengono dal sottosuolo, dall'entroterra, dal profondo sud e che creano un laboratorio sperimentale musicale sospeso tra passato e futuro, tra ricordi e speranze. Linguaggi musicali che spaziano dalla world music made in Sicily, alla black music,
alla new pop-etno music, alla pop-folk, sonorità che vanno oltre gli stereotipi tradizionali di genere ed etichettamento.

Questa pagina è dedicata alla musica siciliana e alle sue molteplici forme espressive, qui puoi trovare informazioni e approfondimenti su musicisti, festival e manifestazioni sonore che si tengono in Sicilia.

 

Gianni Gebbia - Sperimentale / Jazz
http://profile.myspace.com/

Akkura - Folk rock / Jazz / Alternativo
http://profile.myspace.com/

Mario Crispi - Ambiente / Elettronica dal vivo / Downtempo
http://profile.myspace.com/

Mario Incudine - Folk / Roots Music / Acustico
http://profile.myspace.com/

Massimo Laguardia - folk/acustico
http://profile.myspace.com/

FOLKALAB - Elettroacustica / Sperimentale / Corale http://www.myspace.com/folkalab

'Nkantu d'aziz - Folk Rock /Ska
http://www.myspace.com/nkantudaziz

Orchestra In-stabile Dis/accordo - Jazz /alternative
http://www.myspace.com/disaccordo

WinterCase Festival Festival Internazionale di Musica Elettronica Palermo
http://www.wintercasepalermo.com/

 

 

 

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G. ASTRONOMIA SICILIANA

In effetti non si può parlare di gastronomia, l’arte di regolare lo stomaco, facendo riferimento a quella siciliana. Siamo in estatica contemplazione di un firmamento, di tre stelle michelin forse, ma pur sempre di stelle sfavillanti, per cui ci sembra più corretto parlare di astronomia siciliana, tenendo da parte un punto G o un G., per quell’arte capace di produrre i più emozionanti piatti che il genere umano ha mai prodotto, consumato e digerito.
La storia della gastronomia siciliana e' una favola che ha inizio con il classico "c'era una volta".

C’erano una volta i Greci che, intorno al 734 a.c, sbarcarono sul litorale ionico siciliano, portando con se l'ulivo, il farro e l’arte di fare il vino. Questa sapienza e questi ingredienti si andarono a integrare con la cucina autoctona, sviluppata dagli antichi abitanti dell’isola: Siculi, Sicani ed Elimi. Il farro così venne impiegato non solo per il pane ma anche per delle tagliatelle ruvide da trattenere i sapori e per un invenzione non da poco: la pasta frolla.

Archestrato di Gela, già nel IV secolo a.C., nei suoi "frammenti della gastronomia", asserisce di avere visitato ogni terra ed ogni mare ma che in Sicilia ha trovato il buon gusto.
Il segreto del successo della cucina siciliana dal IV secolo a.c a oggi è sempre lo stesso: una cucina naturale, schietta e genuina senza sofisticherie e che si avvale unicamente di olio, sale ed, all'occorrenza, di aceto e di erbe aromatiche.

Quello che nei secoli è cambiato è la varietà degli ingredienti e la stratificazione della cultura alimentare.
Dopo i Greci, infatti, sarà la volta degli Arabi che nell'827 sbarcano a Marsala e ci fanno conoscere l’epicentro della varietà della cucina siciliana: la canna da zucchero, il riso, il gelsomino, il cotone, I'anice, il sesamo e le droghe: cannella e zafferano.

I Musulmani d’Africa, come vengono chiamati, sono abilissimi pasticceri e ci hanno passato il testimone per l’elaborazione di molti tra i dolci per i quali siamo, ancora oggi, famosi nel mondo : la cassata e i sorbetti.
Ai pasticceri arabi si devono: la Cubbaita (Qubbayt), ossia, un dolcissimo torrone di miele con semi di sesamo e mandorle; i Nucatuli, dalla parola araba "Nagal" (frutta secca, confettura, dolce secco); la Cupita o meglio Copata: torrone molto duro confezionato in grossi pani, a base di nocciole, albume d'uovo, zucchero miele ed amido.
Amanti delle essenze, crearono dolci profumati alla frutta, alla cannella e, perfino agli odori dei fiori.
Con il gelsomino, per esempio, crearono un gelato, che si confeziona ancora oggi a Trapani con lo stesso nome arabo: "Scursunera".
Inventarono i geli di melone, di mosto, di cannella, di gelsomino; crearono storte ed alambicchi per la distillazione della grappa che, in ossequio al Corano, usavano solo per disinfettare le ferite e con noi tramutammo nei rosoli.
A questi gustosi "invasori" si devono altri piatti tipici siciliani come le panelle, i ceci essiccati e i fiori di zucca seccati e salati, nonché il pane con la milza di cui, ancora oggi, i palermitani sono ghiotti.
Dei destini della cucina siciliana, siete in parte responsabili anche voi, infatti, gli arabi vengono sconfitti dai Normanni di Ruggero II di Altavilla, nella battaglia di Cerami nel 1063.
Popolazione scandinava di indole marinara e guerriera, oltre alla costruzione di maestose cattedrali, portano: spiedi rotanti, aringhe affumicate e merluzzi secchi (Piscistaccu e Baccala'). All’amore di Federico II per la caccia e la cacciagione si deve in Sicilia la nascita delle specialità di rosticceria.

A questo punto il paradigma della gastronomia siciliana e già stato scritto manca soltanto quel tocco di classe che non può che venire dalla Francia, grazie alla quale si afferma il Falsumagru, che, prima, si chiamava Rollo', dal francese Roulle', che si imbottisce, nel popolo, con frittate e verdure, mentre, tra i nobili con carni pregiate.

Mancano solo quel tocco di barocco fiorito degli Spagnoli ma arrivano anche loro. Grazie a questo popolo conosciamo l'evoluzione della cassata araba dal momento che i nuovi dominatori ne importano un ingrediente base: il Pan di Spagna; ed ancora, sempre grazie ai nostri cugini iberici conosciamo la zucca all'agro dolce e le varie "mpanate".

Indubbiamente dal punto di vista delle pietanze che adesso si cucinano e si mangiano è doveroso parlare di astronomia siciliana, ma dal punto di vista dell’evoluzione storica della nostra tavola, sarebbe più corretto parlare di una storia di guerre e dominazioni. Ma come si sa…in cucina e in guerra, tutto è lecito!

Ricette di cucina Siciliana

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