La Caponata

Caponata, ovvero preparato nella capuana, la taverna che in bassa latinità sfamava i marinari che facevano sosta nelle coste della Sicilia.
La caponata è il manifesto della cucina siciliana, sensuale, fritta-fritta e interculturale.

INGREDIENTI

8 melanzane tunisine, quelle affusolate e scure, che non siano troppo grosse altrimenti  risultano semolose;
400 gr di salsa di pomodoro, pomodoro siculo-americano;
250 gr di olive bianche di Castelvetrano in salamoia, le più dolci che esistono;
1 mazzetto di sedano (quello piccolino più tenero), che viene dalla notte dei tempi;
150 gr di capperi salati di Pantelleria;
due cipolle di Suasa, quelle bianche;
un mazzetto di basilico;
40 gr di zucchero;
1/2 bicchiere d'aceto;
sale;
olio d'oliva extravergine.

PROCEDIMENTO

Tagliate le melanzane a dadi, senza eliminare la buccia, e lasciatele in acqua salata un'ora. Scolatele, asciugatele e friggetele in un tegame con olio abbondante tanto da coprirle. Lasciatele riposare su carta assorbente.
A parte sbollentate il sedano, tagliato a pezzetti, in acqua salata.
A parte snocciolate le olive e mettetele per una decina di minuti in acqua calda.
A parte dissalate i capperi con dell’acqua tiepida.
A parte, nel frattempo, avrete cucinato la salsa con 400 grammi di pomodori maturi, due cipolle piccole e basilico.

Come si può notare, tutti gli ingredienti per la caponata devono essere cucinati in modo che ognuno sprigioni le proprie caratteristiche individuali, odori, sapori e consistenze. A parte. Quando ogni ingrediente ha raggiunto la sua maturazione culturale è pronto per innamorarsi degli altri in padella. Nell’ordine, in una padella capiente con poco olio, farete tuffare le olive, i capperi e il sedano, che costituiscono la base mediterranea del piatto.
 A seguire, aggiungete la salsa di pomodoro con l’aceto e lo zucchero, e questa è la componente americana che andrà stemperata con altro zucchero se risulta particolarmente guerrafondaia o con l’aceto, se tende all’edulcorazione.
Infine aggiungerete le melanzane, un po’ arabe e un po’ indiane, che daranno alla caponata la caratteristica consistenza imperiosa.
Lasciate che l’innamoramento avvenga lentamente, a fuoco lento, facendo una vera e propria opera di intermediazione culturale tra gli ingredienti.
Quando, secondo voi, ogni ingrediente si è insaporito di tutti gli altri lasciate raffreddare gli animi e il piatto, prima di servirlo guarnito con delle foglie di basilico.
Ricordate, durante tutta la preparazione, di indirizzare i vostri pensieri ai momenti della vostra vita, nei quali avete raggiunto la massima fusione fisica ed emotiva con altri esseri umani, in questo modo aiuterete la caponata a sprigionare un ottimale sapore unico ma variegato.

Attenzione. Secondo il medico arabo Ibn Botlan, la melanzana genera "melanconici umori" e spinge alla lussuria smodata, essendone la caponata ricca, si consiglia di esserne dei parchi e saggi consumatori.

Il consiglio di una vecchia Pentola Senzacoperchio: per assecondare la natura e la stagione degli ingredienti, la caponata va preparata esclusivamente in estate ma è possibile gustarla tutto l’anno se, ad agosto, si rimboccano le maniche e si riempiono allegramente tanti vasetti quanti la resistenza individuale consente.

Pentola Senzacoperchio

 

 

 

 



 

 

 

 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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